Cantina


Cantina del Castello
Come già accennato presentando il Castello, le cantine hanno una volumetria notevole denotante l’intenzione dei progettisti di ottenere le migliori possibilità di impiego per la produzione del vino. Sono a livelli diversi, seguendo l’andamento della collina su cui poggiano. La cantina al livello superiore ha volte con altezza sui 3,5-4 metri e presenta una interessante appendice: un infernotto che si inoltra sotto la collina e le case di Neive, con una lunghezza di circa 33 metri. Era la dispensa della casa. In esso veniva ammassata la neve in inverno e venivano conservate carni, uova, formaggi, salumi ed anche le bottiglie di Nebbiolo che, a quel tempo e prima dell’avvento dell’enologo Louis Oudart, era un vino dolce, frizzante e quindi instabile nelle stagioni calde. Vista la ridotta escursione termica lungo l’anno, decidemmo di utilizzare questo infernotto per la fermentazione in bottiglia dello spumante Metodo Classico. Di qui l’impianto di vigneti di pinot nero e l’inizio della produzione dello spumante Metodo Classico con la vendemmia 1995. Al livello inferiore c’è una corte dove sono conservati una rara e grande stadera che serviva a pesare i carri d’uva e di vino, in entrata ed uscita ed un torchio con un originale e tecnicamente avanzato sistema di tiro della barra, con un fondo in pietra monolitico da noi utilizzato sino all’avvento delle presse tipo Vaslin e poi Bucker. Questi due ‘pezzi da antiquariato‘ furono installati dall’enologo Louis Oudart durante il suo periodo di consulenza presso i Conti di Castelborgo. La cantina a questo livello ha un’altezza di 4,5 metri, notevole per il tempo in cui è stata costruita. Nei vari locali di questa cantina sono poste le botti da 33-37 ettolitri, costruite con rovere di Allier, per l’invecchiamento e l’evoluzione dei vari Barbareschi e le barrique che utilizziamo per l’evoluzione della Barbera Superiore, del Pinot Nero e dell’Albarossa. Nel 1996, durante i lavori per la sostituzione delle vasche in cemento, costruite sul posto, scoprimmo un altro ‘infernotto’, scavato nel tufo e che probabilmente era una stalla per piccoli animali, pecore e capre, facente parte del complesso sul quale venne costruito nel 1700 il castello. Il locale venne chiuso con un muro per evitare spiacevoli odori per la cantina. E chiuso rimase per 300 anni…

Cantina 2
Come accennato in precedenza, nella primavera del 2012 abbiamo iniziato la sistemazione della nuova cantina tecnica in Corso Romano Scagliola, sempre a Neive, in una struttura con un ottimo taglio termico. Le ampie campate – 26 metri – hanno permesso la ripartizione dei vari locali secondo un razionale lay-out per ottimizzare le operazioni di pigiatura, fermentazione, controllo delle temperature, stoccaggio dei vini, imbottigliamento, lavaggio delle bottiglie ed etichettaggio. Inoltre un ampio locale a temperatura controllata permette il mantenimento anche per lungo tempo delle bottiglie piene, specialmente dei vari Barbaresco.A tempo di record, il 17 agosto 2012 abbiamo potuto iniziare la vendemmia del pinot nero per il Metodo Classico, con soddisfazione di Italo e Claudio.