Chi siamo

I fratelli Stupino - Anna, Giulio, Italo e Piera - sono i proprietari del Castello e di circa 60 ettari di terreni in Neive. Sono tutti nati a Neive come pure i genitori, i nonni ed i bisnonni .La storia dell'azienda ha inizio quando loro padre, Giacomo, comincia a mettere a frutto la sua esperienza di geometra e grande conoscitore dell'area e ad acquisire, ove possibile, terreni e vigne nelle posizioni migliori.

Nelle piccole cantine della vecchia casa degli Stupino inizia così la prima produzione di vino per consumo domestico e per la vendita sfuso. Messoirano, Montebertotto, Basarin, Valtorta, I Cortini: il numero delle cascine e delle vigne acquistate da Giacomo cresce e così anche la produzione. Ed è così che nel 1964 viene acquisito il castello con le sue spaziose cantine e con le cascine Santo Stefano e Marcorino, oltre ad altri terreni già del conte Guido Riccardi Candiani. E' questa la svolta che spinge ad organizzare la cantina, a ristrutturare le vigne lasciate a gerbido dal vecchio proprietario, a produrre vino con sistemi moderni.

Alla morte di Giacomo, nel 1970, Giulio ed Italo curano la trasformazione da mezzadria a conduzione diretta dei beni, con il prezioso ausilio di Talin Brunettini, abile cantiniere e conoscitore delle tecniche agronomiche. Inizia quindi il primo imbottigliamento e l'introduzione dei vini del Castello di Neive nel mondo. Nel 1978 un altro grande traguardo: grazie alla collaborazione tra Italo e alcuni grandi personaggi della Facoltà di Agraria di Torino - i professori Italo Eynard ed Annibale Gandini - inizia l'impianto di selezione clonale sull'Arneis, uva abbandonata e pressochè sconosciuta, della cui riscoperta il Castello di Neive ha giocato un ruolo centrale.

Negli ultimi anni Italo si è impegnato in modo diretto e totale nella conduzione dell'azienda con il marchio "Castello di Neive Azienda Agricola": un impegno che pare seguire una premonizione che traspare dalla vecchia foto (anteguerra!) in cui il nonno Mentore gli mostra un grappolo d'uva. Lo sviluppo dei mercati, specialmente esteri, ha resa necessaria la trasformazione di tutte le uve dei nostri vigneti Le pur spaziose cantine del castello non sono più state in grado di permettere tale operazione e quindi abbiamo deciso, nella primavera del 2012, di trasferire le operazioni di produzione e quindi i macchinari e le vasche di acciaio inox in una nuova struttura tecnica - Cantina 2 - con un razionale lay-out, concentrando nelle cantine del castello tutte le botti in legno grandi e piccole per l’invechiamento dei vini.

Previa una drastica ristrutturazione ed il rifacimento degli impianti di servizio