Basarin

E’ una delle vigne di più vecchia appartenenza alla nostra famiglia. Ricordo quando da bambini si partiva dalla casa di Marcorino e si veniva qui, con cesti e bottiglie, c’erano le zie e le parenti con incredibili cappelli di rafia e nastri a far merenda e mangiare questa fantastica uva dolcetto con la “soma d’ai”, crosta di pane, boccetta d’olio di oliva, sale ed alè!
Al primo appezzamento negli anni vennero accorpati con vari acquisti altre parti arrivando alla situazione attuale che va dalla sommità della collina del Basarin  sino a metà della stessa. Già perché ai nostri tempi al Basarin si facevano risalire solo le vigne della collina stessa e che davano origine a grandi Docetti, il nostro e quello di Bruno Giacosa che acquistava le uve dai produttori nostri confinanti. Tanto che nostro padre ci raccomandò di mai piantare nebbioli al Basarin, data la natura del terreno e la ventosità della collina. Ora il Basarin è diventata una sottozona del nebbiolo da Barbaresco estendendosi di qua e di là in su ed in giù. Mah!