Santo Stefano

Durante la trattativa per l’acquisto del Castello e dei terreni ad esso collegati, nel 1964, a nostro padre Giacomo venne proposta la Cascina Nuova ai Gallina con vigneti già impiantati in alternativa alla Cascina Santo Stefano in gran parte abbandonata a gerbido. Ho un ricordo netto del giorno di apertura della caccia del ’60 in questa collina. Rovi dappertutto che coprivano i solchi fatti dai temporali nei quali sprofondavi incurante delle piccole ferite perché sbucavano lepri da tutte le parti… Giacomo, che conosceva le grandi potenzialità della collina di Santo Stefano, la scelse e mai scelta fu più oculata! Grazie papà. Iniziammo il reimpianto mettendo a dimora le viti selvatiche e provvedendo all’innesto diretto sul campo. C’erano bravi innestatori e non ancora gli specializzati vivaisti di oggi. In questo modo il vigneto Santo Stefano fu portato a quella produzione di alta qualità che gli compete. Oggi, dopo aver ristrutturato l’intero vigneto, nel procedere al reimpianto delle porzioni più vecchie, sono stati selezionati particolari cloni in modo da poter fungere anche da palestra per i giovani ricercatori dell’Università di Torino. Grazie alle ricerche ed alla concessione della dottoressa Anna Riccardi Candiani, paleografa ed archivista, siamo in grado di mostrare il cabreo della Cascina Santo Stefano, risalente al XVIII secolo.